Valutazione clinica e percorsi per i disturbi dell'apprendimento, con competenza specifica sui bambini bilingui e plurilingui. Klinische Diagnostik und Behandlungswege bei Lernstörungen, mit besonderer Kompetenz für zwei- und mehrsprachige Kinder. Clinical assessment and care pathways for learning disorders, with specific expertise in bilingual and multilingual children.
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Lo sviluppo cognitivo e l'apprendimento del bambino, osservati con strumenti clinici rigorosi e una prospettiva neuroscientifica. Die kognitive Entwicklung und das Lernen des Kindes, betrachtet mit rigorosen klinischen Instrumenten und einer neurowissenschaftlichen Perspektive. A child's cognitive development and learning, examined through rigorous clinical tools and a neuroscientific perspective.
Valutazione e diagnosi di DSA e difficoltà di apprendimento, in collaborazione con le équipe multidisciplinari del territorio. Diagnostik von Lernstörungen und Lernschwierigkeiten, in Zusammenarbeit mit multidisziplinären Teams. Assessment and diagnosis of specific learning disorders, in collaboration with multidisciplinary teams.
Distinguere il normale percorso del bambino bi- e plurilingue da un disturbo reale: una competenza diagnostica spesso assente. Den normalen Entwicklungsweg mehrsprachiger Kinder von einer echten Störung unterscheiden. Telling the normal path of a bilingual child apart from a genuine disorder — a frequently missing diagnostic skill.
Inquadramento cognitivo e dello sviluppo attraverso test standardizzati e strumenti clinici approfonditi. Kognitive und entwicklungsbezogene Beurteilung mit standardisierten Tests und klinischen Instrumenten. Cognitive and developmental profiling through standardised tests and in-depth clinical tools.
Consulenza tecnica d'ufficio in ambito neuropsichiatrico infantile per il Tribunale di Genova. Sachverständigentätigkeit im kinderneuropsychiatrischen Bereich für das Gericht Genua. Court-appointed expert work in child neuropsychiatry for the Court of Genoa.
Neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, con un dottorato di ricerca in neuroscienze. La sua attività unisce la pratica clinica a una solida formazione scientifica.
Kinderneuropsychiaterin und Psychotherapeutin mit einem Doktortitel in Neurowissenschaften. Ihre Tätigkeit verbindet klinische Praxis mit einer fundierten wissenschaftlichen Ausbildung.
Child neuropsychiatrist and psychotherapist, holding a PhD in neuroscience. Her work combines clinical practice with a solid scientific foundation.
Cresciuta e formatasi in un contesto bilingue italiano-tedesco — con una scuola germanica alle spalle — ha sviluppato una sensibilità particolare per i bambini che apprendono tra più lingue. Una condizione sempre più diffusa nelle scuole bilingui e internazionali di Genova, Milano e di tutta Italia, e ancora poco compresa nella pratica diagnostica.
In einem zweisprachigen italienisch-deutschen Umfeld aufgewachsen und ausgebildet — mit einer deutschen Schule im Hintergrund — hat sie ein besonderes Gespür für Kinder entwickelt, die zwischen mehreren Sprachen lernen. Eine zunehmend verbreitete Situation an den zwei- und mehrsprachigen Schulen in Genua, Mailand und ganz Italien.
Raised and educated in a bilingual Italian-German environment — with a German school background — she has developed a particular sensitivity towards children learning across multiple languages: an increasingly common reality in the bilingual and international schools of Genoa, Milan and across Italy.
Affianca all'attività clinica il ruolo di consulente per il reparto di Rianimazione dell'Ospedale Gaslini di Genova e quello di consulente tecnico d'ufficio per il Tribunale di Genova. È presente in numerose équipe genovesi dedicate ai disturbi dell'apprendimento e si è specializzata, come ulteriore percorso, nella psicoterapia EMDR.
Neben der klinischen Tätigkeit ist sie Konsiliarärztin der Intensivstation des Gaslini-Krankenhauses in Genua sowie Gerichtssachverständige am Gericht Genua. Sie ist Teil zahlreicher Genueser Teams für Lernstörungen und hat sich ergänzend in der EMDR-Psychotherapie spezialisiert.
Alongside her clinical work, she serves as a consultant for the Intensive Care Unit of the Gaslini Children's Hospital in Genoa and as a court-appointed expert for the Court of Genoa. She is part of numerous Genoa-based teams dedicated to learning disorders and has further specialised in EMDR psychotherapy.
Riflessioni e chiarimenti su sviluppo, apprendimento e bilinguismo, pensati per famiglie, insegnanti e professionisti. Gedanken und Klärungen zu Entwicklung, Lernen und Mehrsprachigkeit, für Familien, Lehrkräfte und Fachkräfte. Reflections and clarifications on development, learning and bilingualism, for families, teachers and professionals.
Perché il cervello che apprende non è mai “già scritto”, e cosa significa per chi cresce ed educa un bambino. Warum das lernende Gehirn nie „fertig geschrieben“ ist, und was das für Eltern und Lehrkräfte bedeutet. Why the learning brain is never “already written”, and what that means for those raising and teaching a child.
Capire una parola prima di usarla: cosa indica davvero, e perché non è una diagnosi. Ein Wort verstehen, bevor man es verwendet: was es wirklich bezeichnet und warum es keine Diagnose ist. Understanding a word before using it: what it really means, and why it is not a diagnosis.
Che cos'è e cosa non è: non un ripasso scolastico, ma un lavoro sui processi di base dell'apprendimento. Was es ist und was nicht: keine Nachhilfe, sondern Arbeit an den Grundprozessen des Lernens. What it is and what it is not: not extra tutoring, but work on the core processes of learning.
Nuovi approfondimenti verranno pubblicati periodicamente. Weitere Beiträge werden regelmäßig veröffentlicht. New insights will be published regularly.
Per molto tempo si è creduto che il cervello fosse un organo sostanzialmente fisso: ben formato nell'infanzia e poi immutabile, una volta chiusa la fase dello sviluppo. Le neuroscienze degli ultimi decenni hanno smentito con chiarezza questa idea. Il cervello cambia continuamente, e lo fa per tutta la vita. Questa capacità ha un nome: neuroplasticità.
Con neuroplasticità si intende la proprietà del sistema nervoso di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento in risposta all'esperienza. Ogni volta che un bambino impara qualcosa — una parola nuova, un gesto, una regola — le connessioni tra i suoi neuroni si riorganizzano. Alcune si rafforzano, altre, se inutilizzate, si indeboliscono. Il cervello, in altre parole, viene letteralmente modellato da ciò che vive.
La conseguenza più importante è anche la più incoraggiante: lo sviluppo non è un destino. Le difficoltà che un bambino mostra in un certo momento — nella lettura, nell'attenzione, nella regolazione delle emozioni — non sono fotografie definitive di ciò che sarà. Sono il punto in cui si trova ora un sistema ancora in movimento. Un intervento mirato, un ambiente adeguato, una proposta educativa calibrata possono modificare la traiettoria.
Questo non significa, però, che “tutto è possibile sempre”. La neuroplasticità è massima in alcune finestre dello sviluppo — i primi anni di vita sono particolarmente sensibili — ed è più costosa, in termini di tempo ed energia, quando si interviene tardi. Riconoscere precocemente una difficoltà non serve a “etichettare” un bambino: serve a intervenire quando il cervello è più disponibile a riorganizzarsi.
C'è un equivoco da sciogliere. Dire che il cervello è plasmabile può far temere che sia anche fragile, esposto, a rischio di “rovinarsi” al primo errore educativo. Non è così. La plasticità è soprattutto una risorsa: è ciò che permette a un bambino di recuperare, di compensare, di trovare strade alternative. Un bambino con una difficoltà specifica non è un bambino “danneggiato”; è un bambino il cui cervello sta cercando, e spesso trovando, un altro modo di funzionare.
Per un genitore o un insegnante, la lezione pratica è duplice. Da un lato, l'esperienza che offriamo conta davvero: la qualità delle relazioni, la varietà degli stimoli, il modo in cui accompagniamo l'errore lasciano un segno reale. Dall'altro, non esiste un singolo momento decisivo da non “sbagliare”. Lo sviluppo è un processo lungo, fatto di continui aggiustamenti, e questo toglie pressione tanto al bambino quanto a chi lo cresce.
Comprendere la neuroplasticità cambia il modo in cui guardiamo un bambino in difficoltà. Sposta la domanda da “che cosa non va in lui?” a “di che cosa ha bisogno il suo cervello, ora, per fare il passo successivo?”. È una domanda più utile, più rispettosa e, soprattutto, più vicina a ciò che le neuroscienze ci dicono davvero su come si impara.
Die deutsche Übersetzung dieses Artikels wird in Kürze verfügbar sein.
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Negli ultimi anni la parola “neurodivergenza” è entrata nel linguaggio comune. La si incontra a scuola, nei media, nelle conversazioni tra genitori. È un termine utile, ma anche delicato: usato senza precisione può confondere più che chiarire. Vale la pena fermarsi a capire che cosa indica davvero.
Il termine nasce per descrivere un'idea semplice: i cervelli umani non funzionano tutti allo stesso modo. Esiste una variabilità naturale nel modo in cui le persone percepiscono, apprendono, prestano attenzione, comunicano. “Neurodivergente” indica un funzionamento che si discosta da quello statisticamente più comune — definito, per contrasto, “neurotipico”. Sotto questo ombrello rientrano profili molto diversi: l'autismo, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, i disturbi specifici dell'apprendimento, tra gli altri.
Qui sta il punto più importante, e quello più frainteso. “Neurodivergenza” non è una diagnosi. Non si “risulta neurodivergenti” da un test. È una cornice culturale, un modo di guardare alle differenze del funzionamento cerebrale che invita a considerarle parte della variabilità umana piuttosto che semplici difetti da correggere. È una prospettiva preziosa, perché contrasta lo stigma e valorizza i punti di forza che spesso accompagnano un funzionamento atipico.
Ma una prospettiva non sostituisce la valutazione clinica. Un bambino che fatica a leggere ha bisogno di sapere se quella fatica è un disturbo specifico dell'apprendimento, una conseguenza di altro, o una tappa che rientrerà. La cornice della neurodivergenza aiuta ad accoglierlo senza giudizio; solo una valutazione accurata, però, dice di che cosa ha bisogno concretamente. Le due cose non sono in conflitto: servono insieme.
Attorno a questo termine si muovono due semplificazioni opposte, entrambe da evitare. La prima è liquidatoria: “sono solo etichette di moda”. È un errore, perché dietro questi profili ci sono funzionamenti reali, documentati, che incidono sulla vita di un bambino. La seconda è l'eccesso contrario: usare “neurodivergente” come spiegazione di ogni difficoltà, applicandola a sé o ai figli sulla base di un articolo letto online. Anche questo è un errore, perché può ritardare una valutazione vera o, al contrario, far percepire come “condizione” ciò che è una normale variazione.
Per le famiglie e per gli insegnanti, l'atteggiamento più utile sta nel mezzo: prendere sul serio le differenze di funzionamento, senza trasformare ogni difficoltà in una categoria. Osservare con attenzione, descrivere ciò che si vede in modo concreto — “fatica a stare seduto”, “si perde quando legge” — e portare queste osservazioni a chi può inquadrarle professionalmente.
Il linguaggio con cui parliamo di un bambino non è mai neutro: contribuisce a formare l'idea che lui avrà di sé. Per questo “neurodivergenza” va maneggiata con cura. Usata bene, è una parola che apre: aiuta un bambino a sentirsi diverso senza sentirsi sbagliato. Usata male, diventa l'ennesima etichetta che lo precede. La differenza la fa la precisione con cui la usiamo — e la disponibilità a verificare, anziché presumere.
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“Potenziamento cognitivo” è un'espressione che si sente spesso, e che genera aspettative non sempre realistiche. C'è chi la immagina come una sorta di allenamento che rende un bambino “più intelligente”, e chi la confonde con una ripetizione scolastica più intensiva. Né l'una né l'altra cosa. Vale la pena chiarire.
Il potenziamento cognitivo è un intervento mirato che lavora sulle funzioni di base dell'apprendimento: l'attenzione, la memoria di lavoro, le capacità di pianificazione e organizzazione, la flessibilità nel passare da un compito all'altro. Sono i “mattoni” su cui poggiano la lettura, il calcolo, lo studio. Quando uno di questi mattoni è fragile, il bambino può faticare in più ambiti contemporaneamente, anche se la sua intelligenza è del tutto nella norma.
La differenza con il sostegno scolastico è sostanziale. Il doposcuola lavora sui contenuti: aiuta a fare i compiti, a recuperare un argomento. Il potenziamento cognitivo lavora un livello più sotto, sui processi che permettono di apprendere qualunque contenuto. Un esempio: un bambino che “non ricorda le tabelline” potrebbe non avere un problema con la matematica, ma con la memoria di lavoro. Insistere sulle tabelline lo affatica; allenare la memoria di lavoro lo aiuta in matematica e, allo stesso tempo, in molto altro.
Per questo il potenziamento non parte mai da un programma uguale per tutti. Parte da una valutazione: capire quali funzioni sono solide e quali no, in quel singolo bambino. Solo allora ha senso costruire un percorso, perché un intervento efficace è per definizione su misura.
Serve chiarezza anche sui risultati. Il potenziamento cognitivo non aumenta il quoziente intellettivo e non trasforma un bambino in un altro bambino. Quello che può fare — e che, condotto bene, fa — è rendere più efficienti i processi che il bambino già possiede: ridurre la fatica, migliorare l'autonomia, restituire la sensazione di farcela. Spesso il guadagno più visibile non è un voto più alto, ma un bambino meno frustrato, che si rimette in gioco.
Va detto con altrettanta franchezza che non tutto ciò che viene proposto come “potenziamento” lo è davvero. Applicazioni e giochi che promettono di “allenare il cervello” raramente producono benefici che si trasferiscono alla vita reale. Un intervento serio è condotto da un professionista, parte da una valutazione, ha obiettivi definiti e viene verificato nel tempo.
Quando ha senso pensare a un percorso di questo tipo? Quando un bambino fatica in modo persistente nonostante l'impegno, quando la difficoltà tocca più ambiti, quando lo studio è diventato fonte di tensione sproporzionata. In questi casi il potenziamento cognitivo non è un “lusso” né un accanimento: è un modo per intervenire sulle cause anziché rincorrere i sintomi. Il primo passo, però, non è scegliere un programma: è capire, attraverso una valutazione, di che cosa quel bambino ha effettivamente bisogno.
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Contributi scientifici, partecipazioni a convegni e attività di divulgazione nell'ambito della neuropsichiatria dello sviluppo. Wissenschaftliche Beiträge, Tagungsteilnahmen und Wissensvermittlung im Bereich der Entwicklungsneuropsychiatrie. Scientific contributions, conference participation and outreach in developmental neuropsychiatry.
McCann ME, de Graaff JC, Dorris L, Disma N, […] Giribaldi G, […] Davidson AJ; GAS Consortium. The Lancet, 2019;393(10172):664–677.
PubMed · PMID 30782342 →Davidson AJ, Disma N, de Graaff JC, […] Giribaldi G, […] McCann ME; GAS Consortium. The Lancet, 2016;387(10015):239–250.
PubMed · PMID 26507180 →Davidson AJ, Becke K, de Graaff J, Giribaldi G, […] Disma N. Paediatric Anaesthesia, 2015;25(5):447–452.
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PubMed · PMID 17641268 →Selezione di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali peer-reviewed. Auswahl wissenschaftlicher Publikationen in internationalen Fachzeitschriften mit Peer-Review. A selection of peer-reviewed scientific publications in international journals.
Percorsi formativi e di consulenza rivolti a professionisti e istituzioni scolastiche. Programmi in fase di sviluppo. Fortbildungs- und Beratungsangebote für Fachkräfte und Schulen. Programme in Entwicklung. Training and consultancy programmes for professionals and schools. Currently in development.
Corsi su valutazione dell'apprendimento nel bambino bilingue per psicologi, logopedisti e clinici.Kurse zur Lerndiagnostik bei mehrsprachigen Kindern für Psychologen, Logopäden und Kliniker.Courses on assessing learning in bilingual children for psychologists, speech therapists and clinicians.
Formazione del corpo docente e screening per scuole bilingui e internazionali.Lehrkräftefortbildung und Screening für zwei- und mehrsprachige Schulen.Teacher training and screening programmes for bilingual and international schools.
Risorse pensate per i genitori di bambini bilingui, per orientarsi e fare scelte informate.Ressourcen für Eltern mehrsprachiger Kinder zur Orientierung und für fundierte Entscheidungen.Resources for parents of bilingual children, to navigate choices with confidence.
Genitori che desiderano comprendere le difficoltà o le potenzialità del proprio figlio.Eltern, die die Schwierigkeiten oder Potenziale ihres Kindes verstehen möchten.Parents seeking to understand their child's difficulties or potential.
Istituti di Genova, Milano e di tutta Italia che vogliono sostenere docenti e studenti.Schulen in Genua, Mailand und ganz Italien, die Lehrkräfte und Schüler unterstützen wollen.Schools in Genoa, Milan and across Italy supporting teachers and students.
Consulenza tecnica specialistica in ambito neuropsichiatrico infantile.Fachgutachten im kinderneuropsychiatrischen Bereich.Specialist expert consultancy in child neuropsychiatry.
Professionisti che cercano un secondo parere o una collaborazione clinica.Fachkräfte, die eine Zweitmeinung oder klinische Zusammenarbeit suchen.Professionals seeking a second opinion or clinical collaboration.
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